Che cos’è il “bagno di foresta”?
Un’immersione consapevole nell’atmosfera del bosco. Lentamente. Con tutti i sensi. Senza una meta.
L’idea: niente sport, niente programmi.
Il “bagno di foresta” è qualcosa che la maggior parte di noi ha fatto intuitivamente da bambini: semplicemente sedersi nel bosco, ascoltare, odorare, guardare.
Senza raggiungere nulla.
Senza arrivare da nessuna parte.
Come pratica consapevole, affonda le sue radici in Giappone e in Corea del Sud.
In Giappone è diventata una pratica statale con il nome di Shinrin Yoku ed è diventata famosa in tutto il mondo: letteralmente “il bagno nell’atmosfera del bosco”.
Non un’escursione nel bosco, non è jogging, ma il soffermarsi, l’assorbire.
Ciò che accade: la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna diminuiscono il livello di cortisolo cala, il sistema immunitario si rafforza, la mente si rasserena.
Cosa il bagno di foresta non è
Non è un programma di fitness. Non è meditazione in senso stretto. Non è una terapia naturale in ambito clinico. Non è una passeggiata guidata nel bosco con l’obiettivo di battere un record.
E — nonostante il nome — non è nuotare.
La parola giapponese «yoku» significa sì «bagno», ma si riferisce all’immersione in un’atmosfera, non nell’acqua. Rimarrai all’asciutto.
Il «bagno nella foresta» non ha altro obiettivo se non quello di arrivare proprio dove ti trovi in quel momento.
Cosa succede durante il “bagno di foresta”
Durante il “bagno di foresta” vengono stimolati contemporaneamente tutti e cinque i sensi. Il sistema nervoso passa dalla modalità di attivazione a quella di riposo. Quella che sembra una sensazione di rilassamento è, dal punto di vista fisiologico, un processo ben preciso.
